Con Paolo al Margherita

 

Piccole gioie. Il tempo si dilata

a dismisura. Assorto tra lontane

ombre il sole. Impalpabile folata

le nostre vane

 

orme tra gente ignota, senza volto.

Musiche arcane al fragile cascame,

addio ai ricordi, ai sogni, in cui sepolto

langue il fogliame.

 

Esserci come sempre, come allora,

tra un infinito battito di ciglia.

Tutto è già stato; eppure, trascolora

o meraviglia.

 

 

 

Era lì, fuori della porta, ad attendermi. Una sorpresa, certo: non me l’aspettavo. Lasciavo Cicerone che parlava ad Attico prima del suo esilio dall’Urbe e poi del suo trionfale ritorno. La compagnia era buona, non lo nego. Mi aveva colpito più che altro quest’espressione lapidaria: inimici mei mea mihi, non me ipsum ademerunt (ad atticum III 5). Mi era parsa la metafora della vita, non c’è che dire, e del luogo in cui mi trovavo: i nemici ci possono portare via tutto, ma non noi stessi. E nemmeno gli amici di lunga data. Già, Paolo era lì fuori, alla fine della seconda ora. Mi aspettava per il caffè. Che poi, diciamolo, è la scusa per un attimo di fuga dalle solite incombenze. L’asfissia è infingarda: fa credere di respirare bene, quando invece si è immersi in un’aria malsana.

Un amico, già, di lunga data, dei tempi del liceo, il Minghetti, Paolo. A pensarci adesso mi suona quasi un’eresia. Già, noi, poveri studenti di allora. Secondo me ci è rimasta addosso l’abito stinto dei clerici vagantes. Anche all’università si era così, quando ci si incontrava, sempre di corsa per i portici o i lunghi corridoi, sempre a fare altro. Non è cambiato poi così tanto. Ci è rimasto quel desiderium, però, tutto scritto nelle stelle tanto per fare un po’ di etimologia spicciola, di quello studium che poi altro non è se non passione per la letteratura, per il pensiero, per tutto ciò che riguarda insomma la nebulosa che chiamano in modo altisonante cultura. Paolo è un avido lettore, lo so. la sua curiositas lo accende, ogni volta, quasi s’illuminasse. Io lo ascolto con trasporto. Il caffè è una scusa, ovviamente; l’ho già detto, ma me lo ripeto. Tra le cose e le case s’apre sempre un varco sconosciuto o dimenticato.

Stamattina siamo andati al Margherita, al di qua del ponte del Reno. Ci torno sempre volentieri, quando riesco: è un tuffo nei ricordi. Tanti amici che ci incontravo o con cui ci andavo non ci sono più, ombre d’ombre in mezzo alle tante fotografie appese al muro. Eppure, la malinconia si nutre anche di vuoti incolmabili. Nulla di strano se poi abbiamo cominciato a divagare nel tempo e nello spazio, tra letture ed elucubrazioni tutte nostre. Null’altro se non questo, un’amicizia ritrovata, già dall’anno scorso. Non sarei più rientrato, lo ammetto candidamente. Eppure, mi aspettava Emile Zola con le sue assurde pretese di imbrigliare scientificamente il romanzo. Anche un mio studente, Giacomo, lo ha detto, con tono quasi risentito. Gli ho dato ragione. Perché, in fondo, tutto è scienza e tutto è creatività: il metodo è uguale. Le partizioni accademiche in discipline umanistiche o scientifiche nascono proprio da quel mondo che a tutti i costi vuole separare la profonda unità del sapere. Follia tipicamente contemporanea, positivista in senso deteriore. Lo diceva già più di duemila anni fa Terenzio che Homo sum, humani nihil a me alienum puto (Heautontimorumenos, 77), e io non posso dirlo?so che Paolo approverebbe.

 

 

 

© Federico Cinti

Tutti i diritti riservati

33 commenti

  1. Piaceri disabitati ha detto:

    È talmente prezioso il tuo scritto che non so cosa dire…

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Mi fanno veramente piacere le tue parole! Beh, il fatto che tu lo apprezzi è già un giudizio non scontato e non banale di cui ti ringrazio di cuore!

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      1. Piaceri disabitati ha detto:

        Io ringrazio te

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      2. Federico Cinti ha detto:

        La bellezza di questo tipo di social sta proprio nel poter condividere sensazioni ed emozioni che, diversamente, resterebbero solo nostre. Invece, capiamo che ogni giorno, anche il più cupo, riserva qualche sorpresa e qualche meraviglia.
        Grazie ancora di questo bel confronto!

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      3. Piaceri disabitati ha detto:

        Assolutamente sì

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  2. vittynablog ha detto:

    Oh, anch’io approvo , eccome!!!!

    E’ stato bellissimo leggere di questo incontro con l’amico di un tempo. Mi è sembrato di vedervi, davanti ad una tazzina di caffè, raccontarvi episodi del vostro passato.

    E’ stato tutto descritto così bene da sembrare il capitolo di un romanzo. Un romanzo che ci piacerebbe non finisse mai.

    Invece, e qua spero mi perdonerai, non ho amato molto gli scritti di Emile Zola. Forse descriveva certe realtà di un tempo passato. Tratteggiava dei caratteri estremi, buonissimi, o cattivissimi. Non c’erano vie di mezzo. Confesso che mi hanno fatto molto soffrire. Sarà che l’ho letto nell’adolescenza in un periodo molto difficile per me. Quindi più sensibile su certi temi.

    Confido in qualche tua spiegazione, per fare pace con questo scrittore.

    I versi che aprono il post, sono di una dolcezza incredibile. Un piacere per gli occhi e il cuore ❤

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Sì, è stato come tornare agli anni del liceo. Scappavamo da un liceo, ma ci portavamo dentro di noi e con noi quello vero, di una volta, in cui ci si era conosciuti. Tutto acquisiva un valore diverso, acquisiva senso. Per questo dico, assieme a Picasso, che per diventare giovani ci abbiamo messo tanto tempo.
      La cornice stessa era particolare, quasi demodé. del resto, ciò che non è alla moda non passa mai di moda. Essere fuori del tempo è come essere eterni, in qualche modo.
      Su Emile Zola anch’io ho alcune riserve, ma più sul metodo che sul risultato, anche perché disattende ciò che si propone. Già, perché l’oggettività non esiste: comunque sia, filtriamo tutto attraverso le lenti della nostra sensibilità. Certo, alla sua epoca la letteratura aveva e voleva avere anche la funzione sociale di denuncia. forse è questo che ti ha segnata, all’epoca, leggendolo. eppure, credimi, ogni testo riletto a distanza assume un altro sapore, un altro valore. Magari, leggine qualche pagina per vedere che effetto ti faccia. Troverai un altro mondo sicuramente.
      Non vorrei tirarla troppo per le lunghe, ma non ti nego che il tuo giudizio mi abbia fatto molto piacere. del resto, condividiamo la stessa passione… anche questo, credo, Paolo lo approverebbe!

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      1. vittynablog ha detto:

        E non ti ho detto che anch’io adoro Cicerone. Anche se non lo conosco bene come voi. Però è un personaggio che mi ha rapito il cuore!!!! Seguirò il tuo consiglio e rileggerò Emile Zola!!! Grazie per l’apprezzamento!!!! 🙂

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      2. Federico Cinti ha detto:

        Poi mi dirai quale impressione hai avuto da questa lettura!
        Per Cicerone sfondi una porta aperta: è un autore immenso, come Virgilio, Orazio e Ovidio…
        Fai bene a parlarci in questo modo: questo è il luogo della condivisione e del confronto!

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  3. paolomalet ha detto:

    Ah, professore, provo ad essere all’altezza: Multos tibi dabo, qui non amico, sed amicitia caruerint: hoc non potest accidere, cum animos in societatem honesta cupiendi par voluntas trahit. Quidni non possit? Sciunt enim ipsos omnia habere communia, et quidem magis adversa. Concipere animo non potes, quantum momenti adferre mihi singulos dies videam.

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Carissimo Paolo, so bene quanto tu ami e apprezzi il buon Seneca! del resto, sempre stoico era, come il mio buon Cicerone, che Dante mette nel limbo. A dirla tutta, entrambi ci sono, e associati, «Tulïo e Lino e Seneca morale» (Inf. IV 141). Io un letterato, tu un filosofo, entrambi autori con la a maiuscola, quelli del nostro liceo, della nostra vita. chissà, è proprio questo che ci ha consentito di far riemergere il fiume carsico, a un certo punto, così da farci discettare di ciò che è veramente importante. del resto, guarda, è proprio seneca che illumina il senso vero della scuola: «non vitae, sed scholae discimus» (Epist. ad Lucilium 106, 12). A scuola si tudia per la scuola, non per la vita. ed è vero: ce lo siamo detti, soprattutto oggi. «O forse erra dal vero, / mirando all’altrui sorte, il mio pensiero»: probabilmente è sempre stato così. Ciò che vale più di tutto è proprio quell’amicizia, che si può ritrovare anche davanti a un caffè, un’ora rubata agli impegni una volta la settimana.

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  4. ilquaderninodipaola ha detto:

    Grazie mille per il follow ricambiato!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      E per me è un piacere poter condividere le mie passioni con chi ha le mie stesse passioni! Grazie a te…

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      1. ilquaderninodipaola ha detto:

        🎈

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      2. Federico Cinti ha detto:

        Non so perché, ma mi viene in mente Montale quando parla del pallone del bambino!

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      3. ilquaderninodipaola ha detto:

        Che belloooo

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      4. Federico Cinti ha detto:

        Ecco qui la straordinaria poesia di eugenio Montale:

        Felicità raggiunta, si cammina
        per te sul fil di lama.
        Agli occhi sei barlume che vacilla,
        al piede, teso ghiaccio che s’incrina;
        e dunque non ti tocchi chi più t’ama.

        Se giungi sulle anime invase
        di tristezza e le schiari, il tuo mattino
        e’ dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
        Ma nulla paga il pianto del bambino
        a cui fugge il pallone tra le case.

        Ancora grazie!

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      5. Ilquaderninodipaola,Paola Pioletti ha detto:

        Ne farò un post con un mio quadro! Grazie mille

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      6. Federico Cinti ha detto:

        Sono lieto d’averti offerto questa suggestione! In effetti, il testo di Montale travalica i giorni.
        Il tuo post sarà sicuramente un capolavoro!

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      7. Ilquaderninodipaola,Paola Pioletti ha detto:

        Grazie!

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      8. Federico Cinti ha detto:

        Ma grazie sempre a te!

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      9. Ilquaderninodipaola,Paola Pioletti ha detto:

        😊😉

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  5. wwayne ha detto:

    Concordo in pieno con Piaceri disabitati! 🙂

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Sempre troppo buono! MI sento molto onorato di queste tue parole!
      Ciao e a prestissimo…

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  6. j re crivello ha detto:

    Buena mezcla de poesía y prosa saludos Juan

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Grazie infinite!

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      1. j re crivello ha detto:

        Tus textos se merecen aparecer en Masticadores Italia cada 15 días,,, estás invitado. Ya me dirás… Abrazo Juan

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      2. Federico Cinti ha detto:

        Ne sono molto onorato!

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      3. j re crivello ha detto:

        Mi email fleminglabwork@gmail.com, i parlamo hablamos j. Re

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      4. Federico Cinti ha detto:

        Perfetto, carissimo! dopo ti scrivo!

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      5. j re crivello ha detto:

        Ok, dopo hablamos

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  7. LaMela777 ha detto:

    Complimenti per come sai descrivere emozioni e sensazioni. ☺️

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Grazie di cuore di queste tue parole! Diciamo che è un bisogno, quello di scrivere, per fissare un momento unico e irripetibile. Perlopiù oggi si fa in modo automatico, con scatti fotografici o video, ma per me le parole sono un mondo vago e indefinito che fanno riaffiorare non ciò che si è stati o si sarà, bensì quel che si è. Sono lieto che anche tu abbia percepito questo stato di cose.

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