A me stesso – nel giorno del mio compleanno

 

Anch’io, certo. Chi sfugge a questo rito?

Fui già, lo so. Forse sarò. Vedremo.

Era l’esserci sempre, all’infinito,

dopo l’ultimo salto, il volo estremo.

 

Esce la nave mia: all’azzurro il remo

ritrova lo spettacolo del lito

in lontananza. Anch’io mi volgo, temo

cielo e mare: trasecolo stupito.

 

Oggi, il mio giorno. Luccica un gabbiano

candido, lieve. Tutto sa di sale.

Inutile sperare nel ritorno.

 

Nuova la via nell’anima. Dintorno

tace l’ansia dell’ora. A nulla vale

il tempo per procedere lontano.

 

 

oggi capita a me: una volta all’anno succede. Bene, se ne prende atto e si prosegue come nulla fosse. Perché, mi sono accorto, se mi fermo a pensarci troppo, non trovo più il bandolo della questione e la matassa s’ingarbuglia al punto di divenire un glomerulo inestricabile. Gadda, perlomeno, avrebbe usato un’espressione simile. Quando leggevo il Pasticciaccio restavo incantato anche dalle acrobazie verbali. Era un tuffo, un immergersi in un mare ignoto. Del resto, non è così ogni giorno? Non è perché si compiono gli anni che ci si ferma a riflettere. Credo io, intendiamoci. Qualcuno non lo fa mai, figuriamoci in questo benedetto giorno in cui in qualche modo ci si trova a fare i conti con il tempo che passa. E meno male che passa, altrimenti sarebbe pure peggio. Ieri e oggi, due facce di una stessa, inequivocabile medaglia. All’appello manca sempre l’oggi. Eppure, è un giorno speciale, per me, oggi. Fare festa è giusto: il giorno lo esige. Non mi si chieda perché, ma io lo sento così, anche se qualcuno, non molti giorni fa, mi ha detto che non sono nessuno. Già, vero: una goccia nell’abisso. Non che io pretendessi di essere chissà chi, ma un minimo di riconoscimento me lo sarei aspettato. Me lo do da solo e tanto basta.

Uno sproloquio, lo so; ma, quando si inizia, non si sa mai dove si vada a parare. Qualcuno lo chiama pomposamente flusso creativo. Potrebbe essere. Altrimenti, anche andare a ruota libera non mi pare del tutto lontano da quel che si fa di solito. Si segue un pensiero e si va, come spinti da una forza superiore. Alle volte pensiamo allo scrittore come a uno seduto a tavolino, che di tanto in tanto scruta nel vuoto a cercare chissà che parola. Potrebbe pure essere. Io mi vedo così, alle volte, ma poi so che non sono io, perché mi ritrovo a buttare giù qualche cosa alla boia d’un Giuda, seduto chissà dove, col computer sulle gambe oppure sdraiato sul divano. Certo, sempre ammesso si possa dire che io sia scrittore. Diciamo che scrivo, ecco, scrivo e tanto basta. Quando faccio vedere i miei libri, c’è sempre qualcuno che, con un sorrisetto, mi chiede quanti soldi io abbia guadagnato. Soldi? Ma la scrittura è un piacere che supera la viltà di ogni moneta. Ma come si fa a spiegare a chi non lo sa? Non dico di professione, perché ormai non conosco più persone che scrivono di professione. Mi piacerebbe, certo, potermi fregiare del titolo; ma sarebbe, e forse lo è proprio, anacronistico.

 

 

 

Potersi fare da solo gli auguri di compleanno è privilegio di pochi. i grandi sono serviti e riveriti, come si suol dire. Io, che volete mai, dal mio piccolo punto di vista, dalla mia aiuola, che pure non mi fa tanto feroce, mi ritaglio un momento per me. Ecco, questo è il regalo più bello che io possa ricevere. Anzi no, ce ne sarebbe un altro, ma è inconfessabile. O meglio sarebbe, se non mi fossi già incamminato per questo strano sentiero. Già, perché è qualcun altro che scrive per me, come afferma il vate delle donne angelicate: «I’ mi son un che, quando / Amor mi spira, noto, e a quel modo / ch’e’ ditta dentro vo significando» (Purg. XXIV 52-54). Ecco, se potessi esprimere un desiderio, mi piacerebbe che una donna angelicata mi facesse i suoi auguri, con la sua voce melodiosa, quasi di nenia al dondolio infinito d’un attimo lontano. Le sarei grato: quella voce mi è entrata nel cuore, chiara, limpida com’è. Il resto è tutto come sempre, nella norma. Gli amici i parenti, la torta. Quest’anno capita pure di domenica. Se sono a scuola, infatti, di solito gli studenti mi portano in trionfo come i generali Romani. Non mancano nemmeno i «lazzi turpi e matti» (G. Carducci, Congedo, 5) di chi non è poeta e li pretende negli altri.

Già, si fa in fretta a dirsi poeta solo perché si scrivono versi. Io diciamo che ci provo. Per gli altri ho una discreta facilità. Per me, francamente, non so che dire. Parlare di me non è il mio forte. Mi vedo piuttosto come l’Ulisse navigatore sul suo piccolo legno alla ventura. È il mare che conduce, non certo il nocchiere. Le onde vanno solcate e abbracciate. Dico Ulisse, ma vorrei dire l’Ulisse vero, quello che Dante mi racconta nella Commedia, se stesso. Quello è il viaggio che vorrei compiere «per lo gran mar de l’essere» (Par. I 113). Ecco, il mio viaggio continua sulla via tracciata da altri. Mi auguro di esserne capace. Io mi ci metto, con umiltà. Il resto sta nel viaggio, nei libri che si leggono, nei porti cui si giunge, nelle persone che s’incontrano, anche in quella donna che vorrei stringere per sempre a me. Ecco, tutto è ignoto, nel senso che è quasi impossibile determinare il successo del viaggio, finché non lo si fa, non lo si porta a termine. Io procedo, e «prego anch’io nel suo porto quiete» (U. Foscolo, In morte del fratello Giovanni, 11). Il resto sono solo chiacchiere, cui piacevolmente so anche abbandonarmi.

 

 

 

© Federico Cinti

Tutti i diritti riservati

51 commenti

  1. Emyly Cabor ha detto:

    Bellissima lirica.
    Auguri Federico 🎵🎶🌷🌷🌷🎶🎵

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio veramente di cuore sia degli auguri sia delle tue parole!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ah, ma grazie! sì, anche il vino ha il sapore della festa! ancora grazie infinite…

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  2. lallade ha detto:

    Buon compleanno.

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio veramente di cuore!

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  3. Daniela ha detto:

    ci si appunta addosso i propri auguri, sulla veste del momento; il tuo gesto ha valenza duplice, perchè è sublime poesia che esula dai soliti convenevoli di rito.e perchè si adegua perfettamente all’immagine speculare della tua anima in quanto solo lei ha il codoce di sblocco dei tuoi sentimenti. Accetta però amche i miei Auguri molto più banali ma sinceri. Buon tutto!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ah, Daniela, ma i tuoi auguri valgono moltissimo! Io alle volte non so nemmeno quel che ho scritto, perché poi non mi soffermo a rileggere, almeno nell’immediato! ecco, è proprio una confessione, un flusso che si fa parola.
      Ti ringrazio ancora degli auguri!

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  4. Nemesys ha detto:

    Un compleanno Federico!!! Belle questo tuo disegno e fa molto riflettere e fa molto riflettere anche la tua modestia che è appunto classica di coloro che sono dotti, personalmente lo apprezzo molto 😊

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio di cuore degli auguri! Spero con questi miei pensieri fluviali di lasciare qualche cosa. Non so se io sia dotto o meno: so solo che mi scopro sempre ignorante ogni volta di più! Oh, è come il supplizio delle danaidi: un pozzo senza fondo da riempire! Povero me, peggio di Sisifo…

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      1. Nemesys ha detto:

        Diciamo che nel cammin di nostra vita non si finisce mai d’imparare… spesse volte accadde di stupirsi jell’apprendere una qualsiasi nozione che non si comosceva, ed è bello avere lo spirito umile di ammetterlo!!! Soltanto chi è intelligente e saggio riesce ad ammetterlo. In quanto alle tue parole scritte, a mio modesto parere, lasci molto di te e di cui riflettere sempre!!! 😊

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      2. Federico Cinti ha detto:

        Grazie di cuore! Fino all’ultimo giorno c’è da imparare qualche cosa. Io poi che sono un disperato lo so bene! Siamo in viaggio, anche quando la diritta via non è smarrita. si va, tutto qui, consciamente o inconsciamente. «Il resto nol dico: / già ognuno lo sa», come canta figaro.

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  5. alicespiga82 ha detto:

    Prima di tutto: tanti auguri da parte mia e di Andrea.
    Secondo: mi sono ritrovata nella descrizione del tuo essere scrittore. Seduto ovunque, con il computer sulle gambe. E condivido la consapevolezza che, oggi, non si vive del mestiere di scrittore (e delle due è anche meglio, visto che piegare la scrittura a certe logiche commerciali significa doverla svilire e mercificare).
    Grazie per la condivisione del tuo “sproloquio/flusso creativo”, che ci spinge a riflettere. 🙂

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio di cuore, carissima alice, delle tue parole oltre agli auguri in comune con il grande Mondo!
      Si è sempre detto che «carmina non dant panem», perché non si può ridurre la poesia a merce. e questo vale, ovviamente, per la letteratura e l’arte in generale. Essere qualcuno, oggi, spesso – non sempre, non voglio generalizzare – equivale a partecipare di congreghe, camarille, amicizie di amicizie. Oh, intendiamoci, bisogna pure esserne capaci. Io sarà che sono un libro aperto e mi si legge in faccia quel che penso. E spesso penso quel che dico e dico quel che penso. Diciamo che preferisco essere me stesso e tanto mi basta.
      Sono contento che pure tu condivida, ma non potrebbe essere che così, perché ami la scrittura.
      so invece che Mondo, per passare ad altro, è di settembre. Un po’ presto per augurargli un buon compleanno… lo dico solo per renderti noto che mi ricordo benissimo! Eh, che bello quando si andava al Minghetti. «Ma or non è più quel tempo e quell’età», come dice Carducci ai «cipressetti, / fedeli amici di un tempo migliore».
      Ciao e ancora grazie!

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      1. alicespiga82 ha detto:

        Sì, a volte mi rendo conto che amo scrivere per il gusto di scrivere. Dovrei forzarmi non poco per partecipare a tutto il “carnevale” che ruota attorno alla promozione di un libro.
        E, allo stesso tempo, penso: “Se scrivo un libro è perché sia letto, quindi dovrò anche promuoverlo, altrimenti chi mai lo leggerà?”
        C’è lotta anche nell’essere scrittori…

        PS: Sì, Andrea è nato il 5 settembre. Complimenti per la memoria. 😉

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      2. Federico Cinti ha detto:

        Sapevo bene il giorno e il mese (ovviamente anche l’anno) del compleanno! Penso che Alessandro ti abbia parlato della mia memoria. Oh, diciao che la si esercita, tutto qui, anche se certi dettagli restano addosso impercettibilmente e indelebilmente. Ma tant’è, tutte cose buone per fare romanzi, per scriversi addosso. Già, la questione è pure questa: scriviamo sì per noi, ma pure per gli altri. Nel senso, intendo, che è sempre un atto comunicativo il nostro, anche quello che stiamo facendo ora. Bisogna un po’ vincere, alle volte, le nostre ritrosie e cercare il contatto, il confronto, la terra di condivisione. forse l’errore, se si può dire così, di alcuni è di partire a scrivere come se volessero già imporsi ai lettori. Ecco, questo non piace nemmeno a me. Come dice guccini, «io scrivo come posso e quando posso». Vero. Il resto viene da sé. e se non viene, beh… pace. Il divano è sempre un ottio angolo in cui rifugiarsi.
        Scusa le chiacchiere, sai, ma è essenziale mettersi allo specchio. Lo specchio di alice…

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      3. alicespiga82 ha detto:

        Non sapevo nulla della tua memoria formidabile, ma l’avevo immaginato leggendo i tuoi post così ricchi di citazioni e riferimenti.
        Per le chiacchiere, speriamo che l’emergenza passi presto, così magari le facciamo viso a viso, invece che virtuali.
        PS 1: il mio angolo preferito, in cui rifugiarmi, è la cucina.
        PS 2: il mio prossimo blog, se mai ci sarà un prossimo blog, lo chiamo “Lo specchio di Alice”. 😉

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      4. Federico Cinti ha detto:

        Ricordo benissimo la cucina, a sinistra prima delle scale. Fino a una certa età ho vissuto in una casa con la cucina abitabile ed era il mio mondo. Poi, per alterne vicende, siamo dovuti andare via per qualche tempo. Poi, siamo venuti ad abitare qui e manca proprio la cucina che piace a me. Intendiamoci, ho il mio studiolo, la mia camera, il divano che contendo con la mamma; ma la cucina, ecco… la cucina mi manca. Ti capisco proprio bene: credimi!
        Per le chiacchiere, sì, quando sarà possibile, dovremo assolutamente fare de visu: il virtuale ha senso quando, di necessità, manca il reale. eppure, dobbiamo riconquistare i nostri spazi di interazione interpersonali.
        Per il blog futuro, ah… vedi che ci avevo preso? Insomma, un po’ di fiuto mi resta, anche se non sono il mastino di Baskerville!
        Intanto, dai, ci si legge qui…

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  6. Claudio Capriolo ha detto:

    Buon compleanno e buon viaggio!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio, claudio, di entrambe le cose!
      Direi che in questo viaggio, che è pure metafora della scrittura, ho incontrato tanti bei compagni d’avventura!
      Grazie ancora di cuore…

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  7. @didiluce ha detto:

    “Il resto sta nel viaggio…” e tu ne se il Narratore capace. Buon compleanno, Federico🌹

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio veramente di cuore degli auguri e delle tue parole!
      Diciamo che ci si prova, a viaggiare e a narrare!
      Ciao e a prestissimo

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Grazie infinite: gli auguri sono sempre graditi!

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      1. Hermio ha detto:

        Di niente 🙂

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio veramente di cuore!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio infinitamente degli auguri, sempre molto graditi!

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  8. vittynablog ha detto:

    Ma Buon Compleanno Federico!!! Spero tu abbia trascorso una bella, serena giornata. Serena come le immagini che hai scelto per questo giorno importante.

    Hai fatto bene a ricordare questo anniversario di nascita, perchè la vita è un dono che va coccolato e festeggiato , anche se talvolta ” spesso il male di vivere ho incontrato ” direbbe Montale! Ma nessuno può sfuggire a qualche momento no. Quindi rientra tutto nella norma!!

    Allora auguri, alziamo i calici e permettimi di salutarti con gli ultimi versi di una bellissima poesia:

    ” Ti auguro tempo per trovare te stesso,
    per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
    Ti auguro tempo anche per perdonare.
    Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.”
    Elli Michler

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio degli auguri, ed è scontato, ma soprattutto dei bei versi che mi hai dedicato! In effetti, come diceva già Seneca, la cosa più preziosa che abbiamo, il tempo, lo sciupiamo in cose inutili se non dannose. La giornata di oggi, invece, me la sono presa tutta per me, per gli amici che mi hanno scritto, telefonato, che mi sono venuti a trovare. Insomma, ho onorato la festa come si deve. Certo, qualche inciampo c’è sempre, ma serve solo ad apprezzare di più e meglio le gioie che ci vengono date e donate. In questo tempo sospeso, poi, ti dico che trovarsi a festeggiare qualche cosa è davvero uno strappo a quel flusso di negatività che troppo spesso ci percorre.
      A ogni modo, anche oggi a livello gastronomico non ci siamo sciupati. Ti dico solo che la mamma mi ha fatto il mio piatto preferito, le lasagne ablolognesi. Tutto il resto è passato in secondo piano, anche il pesce e gli arrosti, contorni vari e dolci assortiti. che vuoi mai? Certo cose sono più forti di me!
      Ancora grazie degli auguri e a prestissimo…

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      1. vittynablog ha detto:

        Ah. Federico, che bella cosa la cucina della mamma. E le lasagne poi…una vera squisitezza. Non dubito che sia stato un bel festeggiamento!! Quando leggo, la mia mente mi trasmette subito delle immagini…e sull’onda delle tue parole, è stato come se anch’io avessi partecipato a quel gustoso banchetto. E ti dirò, i primi sono i miei preferiti! 🙂

        Grazie carissimo di questo involontario ma piacevolissimo coinvolgimento!!!

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      2. Federico Cinti ha detto:

        Ma grazie sempre a te! Sai, per le lasagne… il mio piatto preferito! Anch’io preferisco i primi: mi danno più soddisfazione!
        A prestissimo e buona serata…

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio veramente di cuore, allegro, degli auguri!

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  9. LaMela777 ha detto:

    Auguri ☺️. E complimenti per lo scritto.

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio infinitamente degli auguri e del tuo giudizio sul mio scritto!

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  10. Lorena Parma ha detto:

    Tanti auguri anche da parte mia (anche se un po’ in ritardo) 😃

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Carissima, ma grazie veramente di cuore degli auguri! Che, comunque, non essendo soggetti a scadenza, vanno bene anche in ritardo!

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  11. Giusy ha detto:

    Tanti cari auguri (senza scadenza!) e complimenti, sempre un piacere leggerti 🙂 Buona serata!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio sia degli auguri, ovviamente, che delle tue parole su quel che scrivo! Diciamo che poi, forse, è tutto collegato, è tutto insieme.
      Ciao e buona serata…

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  12. almerighi ha detto:

    i miei migliori auguri, se pure in lieve ritardo

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio di cuore! Il ritardo è una variabile temporale, ma gli auguri esulano e quindi vivono di un’attualità perenne!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio di cuore degli auguri e del “poeta”!

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      1. Federico Cinti ha detto:

        Veramente troppo buono e generoso!

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  13. Frida la LoKa ha detto:

    A tre giorni del fatto, rivello che soltanto adesso mi soffermo a leggere. È cosa buona brindare o lodare sé stesso almeno un giorno.
    “nunc est bibendum”, ode di Orazio (I, 37),non è mai troppo tardi. 🥂

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Anch’io credo che non sia mai troppo tardi per festeggiare, per alzare i calici e battere la terra col piede libero, tanto per proseguire con l’Orazio alcaico dell’ode per la vittoria su cleopatra!
      Del resto, il compleanno è una sorta di sospensione ciclica, di compimento e palingenesi.
      Ti ringrazio, per questo, degli auguri!

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  14. denken00 ha detto:

    Buon compleanno!!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio di cuore!

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