Oblio di sogno

 

Eterea levità, fu il tuo sorriso

Smarrimento d’un attimo infinito.

Tutto successe a un tratto: all’improvviso

una dolcezza sul sentiero trito.

 

Sfiorai il cielo sublime con un dito:

tutto mutò, tutto fu gioia e riso;

ubriaco ormai, mi ritrovai stupito

percorrendo le vie del paradiso.

 

Oblio di sogno, attesa sulla vana

rarefazione al palpito del giorno,

m’incamminai di nuovo oltre la soglia.

 

Eri di luce chiara, eri la voglia

urgente d’un sospiro, d’un ritorno

senza il filo che attorto s’addipana.

 

 

[Sonetto classificatosi al secondo posto al concorso Amore… parole dal cuore 2022 nella sezione metrica]

 

 

Incredibile, forse; eppure, mi è capitato proprio così, come canta Alfredo alla sua trasognata Violetta: «Un dì, felice, eterea, / mi balenaste innante, / e da quel dì tremante / vissi d’ignoto amor. // Di quell’amor ch’è palpito / dell’universo intero, / misterioso, altero / croce e delizia al cor». Non so se sia l’arte a ispirarsi alla vita o la vita all’arte. Qualcuno, dall’alto del suo genio, scrisse che «di natura arte par, che per diletto / l’imitatrice sua scherzando imiti» (T. Tasso, Gerusalemme liberata, XVI 10, 3-4). È specchio, tutto qui, in cui ci si smarrisce e ci si ritrova a un certo punto. Mi fa sempre sobbalzare il verbo «ritrovarsi», come ci racconta il massimo tra tutti i pellegrini della storia che, «nel mezzo del cammin di nostra vita / si ritrovò per una selva oscura» (Inf. I 1-2). Ecco, così, si ritrovò, come successe a me, davanti a quella luce chiara. Fu un ritrovare me stesso. L’ho capito attraverso i versi di Piave.

È specchio, certo, è soglia che impercettibilmente si supera, senza accorgercene. La realtà ci si mostra per quella che veramente è. Ci si mostra o ci appare, in quell’eterno gioco di deformazioni che chiamano vista, udito, tatto, olfatto, forse pure gusto. Tutto si trascolora, tutto assume un senso diverso e divergente nell’aura in cui ci immergiamo. E si giunge a toccare il cielo con un dito, come confessò Orazio al suo Mecenate, per ringraziarlo di avergli concesso di essere quel che desiderava: «sublimi feriam sidera vertice» (carm. I 1, 36). Era davvero l’anima mundi, «di quell’amor ch’è palpito / dell’universo intero». A quella voce chiara trasalii d’un tratto, come quel Morvàn che «viveva con sua madre in Cornovaglia: / un dì trasecolò nella boscaglia» (G. Pascoli, Breùs, I 1-2). I sogni ci si palesano davanti e noi cominciamo a inseguirli. Così nasce l’amore.

 

 

A volte me lo domando e non posso che rivolgere lo stesso quesito a quella donna meravigliosa: che fu quel giorno? Chiara nell’orecchio ho la tua voce, luce nei ricordi in cui spesso mi specchio e mi rispecchio. Fu il primo giorno, certo, quella prima volta in cui tutto cominciò, quasi per sbaglio. Ecco, appunto, quasi, perché sbaglio non fu, fu certamente segno da decifrare, simbolo da riconoscere, un po’ come il famoso filo che legava Arianna e Teseo. Ora noi diciamo che è la memoria, perché abbiamo nell’orecchio che «un filo s’addipana» (E. Montale, La casa dei doganieri, 11). Sul limite a strapiombo, sulla frontiera che più non si vede, la memoria è un filo che non può non legare. Nel mio caso, almeno, è così, voglio che sia così. Eri «felice, eterea» e «mi balenasti innante»: me lo canto e me lo ricanto. Il più è avere il coraggio di farlo davanti a quell’eterna luce chiara. Ma verrà il giorno: ne sono sicuro.

 

 

© Federico Cinti

Tutti i diritti riservati

14 commenti

  1. macalder02 ha detto:

    La tua poesia e le conclusioni mi portano a ciò che ho letto una volta sull’Anima Quantistica. C’è molta letteratura sull’argomento, ma tutto conclude che l’entanglement quantistico è una proprietà della materia a livelli subatomici, per cui due oggetti condividono la stessa esistenza, come se avessero un cordone ombelicale invisibile o un’onda che li unisce anche a “grandi distanze”.”. La verità è che la tua poesia è fantastica. Dà innumerevoli riflessioni per comprendere l’amore in modo diverso. Alcuni poeti scrivono con la fantasia e altri con il cuore, come te. Un grande abbraccio.
    Manuel Angel

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Carissimo, mi fai arrossire!
      A me capita, come in questo caso, di essere come colpito da qualche cosa. Nel mondo classico, e poi in tutta la tradizione occidentale, visualizziamo la freccia di Cupido. Beh, anche quella è una trasposizione simbolica di qualche cosa che si sente farsi. Dico proprio così, perché ho in mente l’espressione catulliana «sed fieri sentio», a proposito proprio dell’effetto uguale e contrario di «odium» e «amor» che porta alla «crux», alla tortura. Intendo solo dire che i sentimenti producono effetti reali. Per questo scrivo della vita, di quel che mi succede, e diventa come in Tasso specchio letterario e a sua volta quel che altri hanno scritto lo ritrovo in me, come nel duetto di Alfredo e Violetta.
      A ogni modo, ti sono molto grato delle tue parole e anche dell’implicito suggerimento a compulsare la letteratura di cui parli a livello quantistico. In effetti, siamo anche di materia e di materia subatomica.

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      1. macalder02 ha detto:

        Sono lieto di aver aggiunto un granello di sabbia alla tua poesia. Grazie infinite per la tua risposta. Mi nutro di ciò che esprimi. Un abbraccio.

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      2. Federico Cinti ha detto:

        Direi che, ogni volta che ci soffermiamo a riflettere, s’aggiunga qualche cosa e quindi pure io ti ringrazio di questo momento di scambio e di crescita. Un abbraccio pure a te.

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  2. Nemesys ha detto:

    Molto sensibili e fluttuanti questi versi e riflessiva l’appendice. Bravo 👏👏👏

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti confesso che è proprio uscito tutto d’un fiato, come una colata unica. sono lieto che ti piaccia!

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  3. j re crivello ha detto:

    Link federico Y… muy bueno: “Fu il primo giorno, certo, quella prima volta in cui tutto cominciò, quasi per sbaglio. Ecco, appunto, quasi, perché sbaglio non fu, fu certamente segno da decifrare, simbolo da riconoscere, un po’ come il famoso filo che legava Arianna e Teseo.” Saludos Juan

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Grazie di cuore, carissimo Juan!

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      1. j re crivello ha detto:

        Un abrazo Juan ☺️

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      2. Federico Cinti ha detto:

        Un abbraccio anche a te!

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  4. Emyly Cabor ha detto:

    Stupenda! 👏👏👏

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio veramente di cuore, carissima!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio veramente di cuore!

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