Buon Natale!

 

Buio nel cuore, buio in tutto il mondo.

Una luce rifulse in un vagito,

orma d’eternità, nel più profondo.

 

Nell’anima un sorridere inaudito,

nella notte un chiarore, oltre la siepe

attorno uno stupore d’infinito.

 

Tremule le auree stelle, tra le crepe

azzurre schiere angeliche, una culla,

la paglia della stalla nel presepe,

 

eterea nel silenzio una fanciulla.

 

 

 

Tutto già è stato raccontato, ma mai veramente il ripetersi di quello stupito miracolo di cui oggi si fa memoria. Buio in tutto il mondo e a un tratto un vagito. Il nuovo fiat lux a rigenerare il mondo. Il senso scava lento dentro il cuore, distilla a goccia a goccia. Eppure, resta qualche cosa. In questo giorno è già una luce nuova, non c’è dubbio. In noi si chiude e s’apre qualche cosa d’indefinibile. Non dobbiamo essere noi a capire: occorre solo farsi trasportare da quell’indecifrabile mistero. Incute timore, certo: ci si spaventa davanti a ciò che non si conosce.

È la forza del presepe, di un luogo fuori del tempo e dello spazio. realtà e contemporaneamente simbolo. Per noi pure vale lo stesso. Fermarci su quella soglia implica il nostro accettare il limite, ma anche la nostra ragione può affermare che «coi piè ristetti e con gli occhi passai / di là» (Purg. XXVIII 34-35). Di nuovo il roveto ardente si fa visibile nel volto che «mi parve pinto de la nostra effige» (Par. XXXIII 131). Uno specchio, nulla di più, lo specchio in cui vediamo le realtà ultime, i novissimi, così come sono, perché in esso «vedi le cose contingenti / anzi che sieno in sé, mirando il punto / a cui tutti li tempi son presenti» (Par. XVII 16-18).

Ecco, anch’io stamattina mi sono fermato su quella soglia, sul piccolo presepe della nostra parrocchia e mi sono ritrovato nel silenzio pensoso di chi non ha bisogno di altro per appagare la propria sete, non tanto diversa poi dalla «sete natural che mai non sazia / se non con l’acqua onde la femminetta / samaritana domandò la grazia» (Purg. XXI 1-3). Non ci si può non soffermare a riflettere, come allo specchio appunto, nella penombra d’un giorno in cui il sole invitto fa mostra di sé nel suo bagliore più autentico, di bimbo appena nato, a ricordarci chi siamo e per che cosa siamo fatti.

 

 

© Federico Cinti

Tutti i diritti riservati

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19 commenti

  1. Buon Natale,Auguri Federico!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Buon Natale pure a te, carissimo!

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  2. Stef555 ha detto:

    Serene feste con il tuo poetar !

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ricambio di cuore gli auguri di un buon Natale a te e ai tuoi cari!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Tanti auguri a te, carissima Silvia!

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      1. silvia ha detto:

        Grazie! ☺️

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio di cuore, carissima Luisa, e ricambio gli auguri!

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      1. luisa zambrotta ha detto:

        🙏🎄🙏💫🙏

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  3. Giada ha detto:

    Tantissimi auguri di buon Natale! 🥰🎄✨️❤️💞

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Buon Natale e ottime feste a te, carissima Giada!

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      1. Giada ha detto:

        Grazie mille di cuore! 🤗💞

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ricambio di cuore, carissimo Allegro, gli auguri di buone feste!

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  4. almerighi ha detto:

    coi miei migliori auguri per un 2023 bellissimo

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