A me stesso nel giorno dei miei anni

 

Fu uno scorrere rapido, fui io

e non altri. Sarò. Sul promontorio

dei secoli impassibile m’avvio.

 

Equilibrio impossibile. Aleatorio

resistere. Proseguo sul cammino

iniziato, oltre Inferno e Purgatorio.

 

Contemplo ciò che sono, pellegrino

onirico di un’epoca imperfetta:

chiamo il mio nome, avverto il mio destino.

 

Io, fui io, non sarò. Per la via stretta

non indugio in inutili fermate.

Tengo un capo del filo. Sulla vetta

 

il suo viso, la lirica d’un vate.

 

 

Mi trovo anch’io sul «promontorio dei secoli» (Manifesto del futurismo, 8), come il vecchio Marinetti. Chissà, volgersi indietro a volte è pericoloso: non ci si riconosce più. anche le foto tradiscono nel loro nitore. Un sorriso, sì, una smorfia o una posa plastica. Nulla più, nemmeno una parola. Eppure, il pensiero fluttua, informe, al di là della gravità che porta con sé. L’etimologia di solito rovina, senza pietà. E così è volgersi indietro, alla ricerca d’un senso, quando lo abbiamo davanti a noi, nel riflesso degli istanti che viviamo. Giorno per giorno, certo, inconsciamente. Meglio non accorgersene: si fa meno fatica a liberarsi di «ciò che non siamo, ciò che non vogliamo» (E. Montale, Non chiederci la parola che squadri da ogni lato, 12). Siamo così, come crediamo d’essere, in una sorta di eterna proiezione di noi e del tutto. Il paradosso sta nello scoprirsi pensabili, ma non conoscibili, apparire e non essere. O, meglio, essere senza sapere chi si sia veramente. A un certo punto ci se ne rende pure conte. E forse è troppo tardi per qualsiasi rivalsa. Prendere o lasciare: tutto qui. Noi avanziamo verso la vetta, su quel promontorio tra rottami e macerie. Finché viene il giorno, benedetto giorno, in cui crolla un filo di vento e tutto ci appare come deve essere.

Ecco, per me l’anno comincia oggi. Va bene, lo concedo, ricomincia. Il moto circolare ci si addice perfettamente, se è vero che ci si ritrova sempre allo stesso punto. Non che mi dispiaccia, intendiamoci: siamo e qui e vogliamo pure restarci. Ma il fatto è che ci si sente addosso una responsabilità sempre maggiore, soprattutto adesso che i grandi siamo noi. Un tempo era diverso: si demandava, al riparo di non si sa nemmeno chi. Non sembrava difficile: era sempre stato così e così sempre sarebbe stato. Adesso decidiamo noi l’an e il quantum. Ci si augura vada bene. Abbiamo di che essere preoccupati, pur nella consapevolezza che possiamo attingere solo alla rappresentazione. Altri ci conforteranno se la scelta sia stata quella giusta. Si sale, ecco, «da l’infima lacuna / de l’universo» (Par. XXXIII 22-23) fino al punto più sublime. Nemmeno da lì vale la pena di volgersi indietro, che varrebbe poi volgersi indietro. Così almeno mi pare.

 

 

 

Preferisco darmi qualche piccolo proposito, magari buono, per il tempo a venire, che tra un anno mi riporterà sempre a questo punto, a fare bilanci. Non mi lamento, no. Avrebbe potuto essere più proficuo, ma tutto è sempre perfettibile: lo sappiamo. Mi sento fiducioso, questo sì: ho come la sensazione che certi nodi debbano sciogliersi. Tra tanta lirica, immagino, il viso amato emergerà tra mille, infiniti altri. Allora sì che sarà il giorno della festa. Fino ad allora navighiamo in questa sospensione. Una pagina, una voce, una parola. Ci si può pure accontentare di poco per dare vita a quadri di una notevole sensibilità. Non occorre tanto per accorgersi di quanto sia semplice cogliere il frutto a portata di mano. non lo si vuole ammettere, ecco. E l’anno corre, il tempo va, anche se sappiamo essere immobile. Sì, ammettiamolo una buona volta: siamo noi a correre. Che poi, questo me lo devono ancora spiegare, dove si corra, beh… nessuno lo sa. Si va, spinti in avanti o indietro.

Oggi resto qui, senza altro fare che dedicarmi un poco, non tanto, ma solo un poco a me stesso. Scrivo di me, di quel che vorrei fare e non vorrei fare. La poesia mi piace, questo è ovvio. La prosa mi spaventa alquanto: difficile da governare. Tutti affermano il contrario. Io vado controcorrente. Chi se ne importa. Andate, andate pure: solo chi si dedica alla poesia, ne sono convinto, può azzardare a mettere mano alla prosa. Chissà, forse quest’anno lo farò. Non che io non lo abbia già sperimentato; ma così, tanto per fare, per provarmici. Sarò più sistematico, a tavolino, come i grandi scrittori che in altro non s’ingegnano. Qualcosa verrà pur fuori. Qui, «sul promontorio dei secoli», ci si spingerà ancora più in là, a contemplare l’infinito e ignoto mare. tutto è navigazione, ce lo hanno ripetuto fino allo sfinimento. Me lo ripeto pure io, in questo specchio in cui pian piano mi sto calando, riflettendo me stesso e su me stesso. È pure sempre l’attimo in cui cerco di fermarmi su di me, quel nulla che è stato e che sarà. Sul presente non posso mai garantire. Posso dire solo che l’anno prossimo, di questo giorno, festeggerò il successo.

 

 

© Federico Cinti

Tutti i diritti riservati

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22 commenti

  1. Fiorisce nel buio ha detto:

    Siamo tutti nella stessa barca.
    Auguri!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Hai ragione, siamo tutti nella stessa barca, ma forse è proprio questo il bello! Ti ringrazio infinitamente degli auguri…
      Un saluto e a prestissimo!

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  2. Giada ha detto:

    Tantissimi cari auguri di buon compleanno!! 🥰🤗❤️🌹✨️❤️

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Carissima Giada, grazie dei tuoi auguri, davvero molto graditi!
      Un saluto codialissimo e a presto…

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Grazie di cuore, Allegro! Direi che sia divenuto complicato pure compiere gli anni: non mi sono ancora ripreso, ma tant’è. Prima o poi ce la faremo!
      Ciao e a prestissimo!

      "Mi piace"

  3. Leonardo ha detto:

    Ho deciso di non commentare più le poesie che leggo, perché ogni commento è un giudizio e una valutazione fatta con la Mente razionale.
    E la poesia parla a qualcosa di diverso dalla Mente razionale…!

    Auguri di buon compleanno!

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Carissimo Leonardo, hai ragione relativamente alla poesia! Per questo ti ringrazio degli auguri, ma pure del fatto di esserti fermato e di aver concesso un po’ del tuo cuore a questo momento.
      Un saluto e alla prossima…

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio veramente di cuore, carissimo!
      Un saluto e a prestissimo…

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  4. silvia ha detto:

    Auguri di buon compleanno, fattelo dire da chi li ha superati da molto, è solo una data, mai troppo presto o troppo tardi per fare quello che amiamo 😉

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio davvero, carissima Silvia! sì, a poco a poco sto addivenendo pure io a questa convinzione: è solo una data, un punto ciclico: l’importante è andare avanti!
      Ancora grazie e un saluto cordiale!

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  5. BD ha detto:

    ma che bel regalo ti sei fatto. Auguri di cuore

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Mettersi allo specchio, diciamo così, è sempre utile: ogni volta si scopre qualche cosa di cui non ci si era mai accorti o di cui ci si era dimenticati.
      Sono lieto che ti piaccia e ti ringrazio di cuore degli auguri!
      Un saluto e a presto…

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  6. Emyly Cabor ha detto:

    Auguri 🎶🎵🥂🤗

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio di cuore, carissima Emyly, di questi tuoi auguri!
      Un saluto e a presto…

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  7. vengodalmare ha detto:

    Sì, pare anche a me: volgersi indietro a nulla serve, se non a ricordarci ciò che ora siamo. Auguri.

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Grazie di cuore! Eh, sai? da un po’ ci penso e ciò che, fino a qualche anno fa mi pareva imprescindibile ora, al contrario, lo trovo quasi dannoso. Chissà. Certo non mi volgo indietro. solo lieto che pure tu la pensi come me!

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  8. Frida la LoKa ha detto:

    Buona riflessione, tanti auguri di buon compleanno!! 🌷

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Grazie di cuore, carissima Frida, degli auguri e dell’apprezzamento!
      Un saluto di cordiale…

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  9. Nemesys ha detto:

    Bu9n compleanno, belli i versi e le tue riflessioni, complimento come sempre 🥀🥀🥀

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    1. Federico Cinti ha detto:

      Ti ringrazio veramente di cuore egli auguri! Di anno in anno mi pare che qualche cosa in me distilli. Chissà, Forse è solo un’impressione. al netto di tutto, però, sono lieto che ti piaccia!

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